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Teatro alla Scala - Ufficio Ricerca Fondi Musicali - Conservatorio G. Verdi di Milano
I palchettisti della Scala 1778-1920

Le fonti mancanti
Non è stato possibile sinora rintracciare tutte le fonti necessarie a ricoprire l’intero arco di tempo che trascorre dall’inaugurazione del Teatro alla Scala, nel 1778, alla nascita dell’Ente Autonomo, nel 1920, e all’esproprio dei palchi da parte del Comune di Milano.
Due le lacune cronologiche più significative.
1797-1812: fonti parziali
Nel periodo napoleonico, dalla Repubblica Cisalpina al Regno d’Italia, mancano almanacchi che riportino liste dei possessori dei palchi. Due fonti manoscritte hanno supplito per il 1809 e il 1810 a tale lacuna, riportando i Nomi dei Signori Utenti li palchi. Nel periodo di crisi dell’impero di Napoleone, dal 1813, ricompaiono nelle fonti gli elenchi dei proprietari, che continueranno a essere pubblicati dopo la Restaurazione.
1849-1855: le fonti tacciono
Durante le Cinque Giornate diversi esponenti dell’aristocrazia milanese parteciparono ai moti risorgimentali e poi alla prima guerra d’indipendenza arruolandosi nell’esercito piemontese, più propriamente del Regno di Sardegna. Molti di essi ripararono in Piemonte per non finire nelle prigioni dell’impero asburgico.
Un caso esemplare è quello di Vitaliano Borromeo Arese, IX marchese di Angera, figlio di Giberto <1.>: già di simpatie repubblicane al tempo dell’ingresso di Napoleone a Milano (1796), nel 1848 fece parte del governo provvisorio di Milano; con la fine delle Cinque Giornate, fuggì in Piemonte al seguito dell’armata Sarda. Si stabilì quindi a Torino, dove nel 1853 venne eletto senatore al Senato piemontese. Fece ritorno a Milano solo nel 1859 dopo le vittorie di Magenta e Solferino, riprendendo tutti i possedimenti di famiglia, compreso il palco di proscenio, II ordine destro, ereditato dal padre nel 1838.
È quindi verosimile che la diffidenza, o in alcuni casi l’ostilità, dell’apparato poliziesco austriaco nei confronti della nobiltà milanese avesse le sue ragioni. Gli Almanacchi e le Guide di Milano dal 1849 al 1855 contengono la descrizione dei teatri milanesi ma, a differenza delle precedenti, non riportano l’elenco dei Proprietari dei palchi. L’intervento della censura austriaca sembra quasi una “ritorsione” per le simpatie sabaude della gran parte della nobiltà milanese, cui apparteneva la maggioranza dei palchettisti.
L’elenco dei palchettisti ritorna nel 1856, inserito come “appendice” ad un volume sul Teatro alla Scala (Notizie storiche e descrizione dell’I. R. Teatro alla Scala, Milano, Domenico Salvi & Comp.o,1856). Solo con la Guida di Milano per l’anno 1857 ricompaiono regolarmente le liste dei proprietari dei palchi.
 
Rimangono da inserire 24 anni:

1785  1786  
1797  1798  1799  1800  1801  1802  1803  1804  1805  1806  1807  1808  
1811  1812  
1816  
1849  1850  1851  1852  1853  1854  1855