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Teatro alla Scala - Ufficio Ricerca Fondi Musicali - Conservatorio G. Verdi di Milano
I palchettisti della Scala 1778-1920

Palco n° 15, I ordine, settore sinistro

Il palco della famiglia Barbò
L’origine del casato italiano dei Barbò si colloca intorno alla seconda parte dell’XI secolo, quando un nobile bavarese Adalberto Barbos, venuto in Italia al seguito di un imperatore tedesco, decise di non ritornare in patria ma di stabilirsi con la famiglia nelle terre di Soresina. Nei secoli a venire i Barbò parteciparono alle vicende politiche e militari di Cremona e Soresina finchè nel 1576 il Feudo rurale a quel tempo appartenente ai fratelli Cosimo e Cesare Affaitati fu ceduto al ventiquattrenne patrizio cremonese Camillo Barbò, loro parente. La storia di Soresina è ricca di fasti dovuti a donazioni e nobili iniziative di vari componenti della famiglia Barbò. Nel 1609 Soresina ottenne la qualifica di “borgo insigne” insieme alla ratifica sovrana del titolo di Marchese per il loro feudatario.
La casa della famiglia Barbò a Milano era al Broletto, in contrada dei Bossi ed era caratterizzata, dicono le guide del tempo, da un magnifico portale. La prima proprietaria del palco dal 1778 al 1784 è la marchesa Carolina Barbò nata Marzorati e coniugata nel 1747 con il conte Barnaba; sarà però il secondo marito Lodovico IV, ultimo marchese di Soresina, ad ereditare il palco. La loro figlia Francesca acconsentì ad un matrimonio di interesse e nel 1786 convolò a nozze con Adalberto I Barbò, discendente di un altro ramo della famiglia, fatto che permise di evitare l’interruzione della continuità araldica dei Marchesi di Soresina.
Nel 1809, in epoca napoleonica, Francesca condivide il palco con Anna Terzaghi, coniugata con il conte Luigi Caorelli, ricco possidente novarese, utente anche nel 1810. Dal 1813 fino ai moti del ’48 la contessa Francesca ritorna ad essere unica proprietaria.
Francesca Barbò lasciò erede il cugino Giuseppe (1787-1861) che troviamo titolare del palco tra il 1856 e il 1861: nato a Milano nella parrocchia del Carmine nel 1787, convolò a nozze nel 1834 con la nobile Camilla Resta; entrambi i coniugi si ricordano come benefattori degli Istituti per l´educazione dei sordomuti poveri di campagna della Provincia di Milano. Il patrimonio di Giuseppe si accrebbe notevolmente quando gli zii paterni Guiscardo e Giovanni, non avendo avuto figli, lo nominarono entrambi loro erede.
Dal 1867 il palco passò di padre in figlio: prima lo ereditò Adalberto (1835-1914), di Giuseppe e Camilla, coniugato con la nobile Maria Carminati Brambilla, poi nel 1915 il loro figlio Guiscardo <2.> (1873-1922), cavaliere di Malta, collezionista d´arte come molti della sua famiglia, già possessore dal 1907 del n° 5, stesso ordine e fila, che tenne fino al 1920.
Un borghese, invece, finisce la storia di questo palco nel 1920, quando si costituisce l’Ente autonomo Teatro alla Scala e inizia l’esproprio dei palchi da parte del Comune di Milano: è l’ingegnere Mario Benazzoli, socio accomandatario dello stabilimento tipografico Bellazzi e co-progettista di una Ferrovia aerea sospesa brevettata per comunicare Milano col Milanino, quartiere giardino a Nord della città.
(Creusa Suardi)
 
Hanno posseduto questo palco:
Barbò, Adalberto
Barbò, Francesca
Barbò, Giuseppe
Barbò, Guiscardo <2.>, che ebbe anche: 5 1. ordine sinistro
Barbò, Lodovico
Barbò Marzorati, Carolina, che ebbe anche: 9 2. ordine sinistro
Benazzoli, Mario
Caroelli Terzaghi, Anna
 
Guarda i proprietari del palco dal 1778 al 1920
 

 

    

  
 
 
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